La Legge di Bilancio 2026 introduce diverse novità importanti per aziende e lavoratori. In questo articolo riassumiamo i punti principali in modo chiaro, così da capire subito cosa cambia nella gestione quotidiana del rapporto di lavoro.
Buoni pasto: conviene il formato elettronico
Una delle novità più concrete riguarda i buoni pasto. La Manovra 2026 (articolo 1, comma 14) ha modificato il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), aumentando la soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici.
In parole semplici, i buoni pasto sono un beneficio che molte aziende riconoscono ai propri dipendenti per coprire il costo del pranzo. Fino a una certa soglia giornaliera, questi buoni non vengono tassati, il che significa che il lavoratore li riceve “netti”, senza trattenute in busta paga.
Con la nuova legge, il limite giornaliero esente per i buoni pasto elettronici sale da 8 a 10 euro. Per i buoni cartacei, invece, la soglia resta ferma a 4 euro al giorno.
| Tipo di buono pasto | Soglia esente prima | Soglia esente dal 2026 |
| Elettronico | 8 euro/giorno | 10 euro/giorno |
| Cartaceo | 4 euro/giorno | 4 euro/giorno (invariata) |
Cosa significa in pratica? Un’azienda che eroga buoni pasto elettronici da 10 euro al giorno potrà garantire ai propri dipendenti circa 220 euro al mese (calcolati su 22 giorni lavorativi) completamente esenti da IRPEF e contributi. Un vantaggio sia per il lavoratore, che riceve di più senza tasse, sia per l’azienda, che risparmia sui costi contributivi.
Premi di risultato: tassazione ridotta all’1%
Un’altra novità molto interessante riguarda i premi di produttività, ovvero quei compensi aggiuntivi che le aziende riconoscono ai dipendenti quando vengono raggiunti determinati obiettivi di produttività, qualità o efficienza.
Per il biennio 2026-2027, la tassazione su questi premi diventa ancora più vantaggiosa. L’imposta sostitutiva, che era già stata ridotta al 5%, scende ulteriormente all’1%. Inoltre, il tetto massimo su cui si applica questa aliquota agevolata aumenta da 3.000 a 5.000 euro.
| Aspetto | Prima | Dal 2026-2027 |
| Aliquota sui premi di risultato | 5% | 1% |
| Importo massimo agevolabile | 3.000 euro | 5.000 euro |
| Reddito massimo del lavoratore | 80.000 euro/anno | 80.000 euro/anno (invariato) |
Per poter beneficiare di questa tassazione ridotta, i premi devono essere legati a criteri misurabili di produttività, qualità o efficienza, come previsto dal Decreto Ministeriale del 25 marzo 2016. Non basta, quindi, un generico “premio”: deve essere collegato a risultati concreti e verificabili.
Rinnovi contrattuali: regime fiscale agevolato
La Legge di Bilancio 2026 prevede anche un trattamento fiscale di favore per gli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi sottoscritti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026.
Questa agevolazione è destinata ai lavoratori del settore privato con un reddito annuo fino a 33.000 euro. Per loro, gli incrementi di stipendio legati al rinnovo contrattuale saranno soggetti a un’imposta sostitutiva del 5%, invece della normale tassazione IRPEF che sarebbe più alta.
Un dettaglio importante: se il datore di lavoro non conosce il reddito percepito dal dipendente nel 2025, sarà il lavoratore stesso a dover dichiarare (autocertificare) di possedere il requisito reddituale.
Attenzione: questa misura non è ancora operativa. Si è in attesa della circolare attuativa dell’Agenzia delle Entrate, che ne definirà le modalità di applicazione.
Lavoro notturno, festivo e a turni: imposta al 15%
Per il solo anno 2026, è prevista un’imposta sostitutiva del 15% su alcune voci della busta paga legate a condizioni di lavoro particolari, fino a un massimo di 1.500 euro. Questa agevolazione si applica automaticamente, salvo che il lavoratore presenti una rinuncia scritta.
Le voci interessate sono le maggiorazioni e le indennità per lavoro notturno, le maggiorazioni e le indennità per lavoro nei giorni festivi o nei giorni di riposo settimanale (come previsto dal contratto collettivo), e le indennità di turno e altri compensi connessi al lavoro a turni previsti dai CCNL.
Questa misura si applica ai datori di lavoro del settore privato, con esclusione dei settori turistico, ricettivo e termale. Per poterne beneficiare, il lavoratore deve aver percepito un reddito da lavoro dipendente nel 2025 non superiore a 40.000 euro.
| Voce retributiva | Imposta sostitutiva | Limite massimo | Requisito reddito 2025 |
| Lavoro notturno | 15% | 1.500 euro | Fino a 40.000 euro |
| Lavoro festivo/riposo | 15% | 1.500 euro | Fino a 40.000 euro |
| Indennità di turno | 15% | 1.500 euro | Fino a 40.000 euro |
In sintesi
La Legge di Bilancio 2026 porta con sé diverse opportunità sia per le aziende sia per i lavoratori: buoni pasto elettronici più vantaggiosi, premi di risultato quasi detassati e agevolazioni su lavoro notturno e festivo. Conoscere queste novità è il primo passo per sfruttarle al meglio.
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