Esonero Contributivo Madri

Dal 2024 è stato introdotto, in via sperimentale fino all’anno 2026, un nuovo esonero dedicato alle madri lavoratrici dipendenti. Questo esonero spetta alle madri di due o più figli per il 2024, mentre per il 2025 e 2026 alle madri di tre o più figli.

Entriamo nel dettaglio di questa nuova misura, per capire meglio a chi spetta, quanto spetta e cosa c’è da fare per ottenerlo.

A chi spetta l’esonero:

L’esonero spetta alle lavoratrici dipendenti madri per la parte di contributi a carico della lavoratrice che vengono trattenuti in busta paga dal datore di lavoro.

Le lavoratrici, che per il triennio 2024-2026, potranno accedere all’esonero sono le madri di tre o più figli e che il figlio più piccolo non abbia compiuto 18 anni. Inoltre devono avere un contratto di lavoro dipendete a tempo indeterminato.

Solo per l’anno 2024 e in via sperimentale, anche le madri di due figli potranno accedere all’esonero a condizione che il figlio più piccolo non abbia compiuto 10 anni.

Anche nel caso di nascita del terzo figlio nel periodo 2024/2026 o del secondo figlio nel 2024, potrà essere riconosciuto l’esonero dalla data di nascita del bambino

L’esonero si applica anche in caso di adozione o di affidamento.

Quali rapporti di lavoro sono coinvolti:

La lavoratrice per ottenere l’incentivo deve avere un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Rientrano nei contratti interessati anche i contratti part time e i contratti di apprendistato ed anche i contratti a tempo indeterminato di lavoro somministrato e quelli instaurati come lavoratrice socia di cooperativa di lavoro.

In merito alla decorrenza di applicazione, la prima applicazione decorre dalla nascita del terzo figlio o del secondo per l’anno 2024. Mentre termina l’applicazione al momento del compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo per il periodo 2024-2026, o del decimo anno di età per le madri di due figli e solo per il 2024.

Quanto spetta per l’esonero

In sostanza l’esonero corrisponde al 100% dei contributi a carico della lavoratrice, per un massimo di 3000 € annui e di 250 € mensili, senza riduzione delle prestazioni pensionistiche.

Nel caso di più rapporti di lavoro part time contemporanei, l’esonero può essere riconosciuto da ciascun datore di lavoro, fermo restando che ne ricorrano le condizioni.

L’esonero è anche compatibile con altri incentivi e agevolazioni riconosciuti al datore di lavoro.

Cosa deve fare la lavoratrice

Deve richiedere al datore di lavoro di usufruire di questo esonero e deve comunicare anche i codici fiscale dei propri figli per provare l’effettiva spettanza (senza la comunicazione dei codici fiscali, l’INPS recupera quanto eventualmente riconosciuto).

Per il modulo da consegnare al datore di lavoro contatta il nostro studio.

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